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AA…A.I. Cercasi cambia casa!

Tutto in un unico posto, finalmente!

Blog, podcast, sito web… e chissa’ che altro….boh!

Una “stanza tutta per me”, come ben aveva intuito Virginia Woolf a suo tempo. L’unica soluzione possibile per una donna per dare spazio alla propria creatività.

silviamarcellini.com/il-blog/

Ma anche solo silviamarcellini.com…tanto per essere megalomani.

Così vedete anche che faccia ho…(forse è meglio che saltiate direttamente al blog…)

Design per prendere appunti

uando uno lavora nel settore IT o affini…si sente quasi obbligato a dover usare la tecnologia anche in situazioni in cui non è necessario, se non deleterio.

Ad esempio, prendere appunti col portatile. Per me, non funziona.

Ti spiego perchè.

Tu arrivi in riunione, e ti metti a digitare qualsiasi cosa si dica sul tuo pc come una stenografa con la Macchina Michela in un’aula di tribunale.

Se per partecipare alla riunione, ti fermi…poi devi bloccare tutti per prendere di nuovo appunti, se invece, non lo fai, o non partecipi con delle idee originali perché non riesci a pensarle mentre scrivi oppure non riesci a scrivere perché vuoi partecipare attivamente.

Ok, sì…tu sei multitasking…

Purtroppo il multitasking, mi spiace dirtelo, non esiste, come documentato dalla ricerca Ophir e Nass che trovi qui riportata al capitolo 46 “Le persone non sono in grado di praticare il multitasking” del libro “100 cose che ogni Designer deve conoscere sulle Persone” della Weinschenk, già citato in precedenza in questo blog [o l’ho fatto nel podcast….boh].

Quindi, probabilmente non fai nè l’una nè l’altra cosa. Probabilmente, eh…

Ma anche se fosse, ok!…hai partecipato e hai anche preso appunti. Strepitoso!

Esci dalla sala riunione, chiudi il portatile e te ne vai a pranzo, dopo ti metti a correggere delle robe, poi hai un’ altra riunione, la pausa sigaretta… e dopo una settimana riguardi i tuoi appunti e non ti ricordi più a cosa si riferissero.

Noooo, non t’è mai capitato…lo so…ci credo. Sì, sì.

Il mio procedimento è un sistema studiato in anni di attente riflessioni sull’argomento. Probabilmente è un sistema tarato per una persona che non ha grandi abilità di memoria, nè grandi capacità di ripristinare tutti i collegamenti logici avvenuti all’interno di una riunione risalente a diverse settimane prima. Ovvero me.

In riunione porto un blocco appunti “di brutta”. E traccio degli schemi di tutto ciò che si dice, mentre metto in correlazione tutti gli interventi e le proposte.

Dopodichè, finita la riunione, li ricopio su un altro blocco, quello “di bella” e intanto in questo modo riesco a riflettere e rimuginare tra me e me su tutte le questioni che son saltate fuori e ad elencarle per priorità.

Poi ricopio tutte le attività e le riordino su Trello e su OneNote. OneNote per riportare il processo di sviluppo nel dettaglio allegando anche email e documenti. Trello mi serve solo per incastrare nel calendario tutti i progetti tra di loro, con un plug-in tipo Planyway Planner.

Per cui, avendo ricopiato per ben tre volte la stesse cose, praticamente le ho quasi memorizzate.

Ma non è finita, no, ogni fine settimana fo una lista per macro progetti su un blocco di fogli mobili riciclati dalle stampe venute male [perchè ci tengo all’ambiente e so di consumare un sacco di carta].

Durante la settimana le cancello quando le finisco e al venerdì quelle rimaste le ricopio per il nuovo foglio della settimana che viene aggiungendo le nuove attività. Il foglio deve essere sempre pulito e chiaro, se ci scarabocchio o cancello troppe cose, lo ricopio in modo da rimettere le cose in ordine. E deve sempre starmi davanti, sulla mia scrivania, anche quando mi da fastidio e mi serve più spazio. Lui deve essere lì ricordarmi le cose da fare.

Praticamente ho le stesse attività ricopiate con un dettaglio da minimo ad estremo su un foglio di carta che ho costantemente davanti a me, su Trello e su OneNote.

In questo modo, alleno il mio cervello a pensare sempre alle stesse cose finchè non sono terminate e ad avere lo schema delle attività da fare da macro a micro.

Anche i task assegnati a me all’interno di un programma di gestione delle attività, devo rinserirli all’interno di questo sistema a tre blocchi, pena la completa dimenticanza di qualsiasi cosa non venga rimuginata e riprocessata completamente dal mio sistema cognitivo.

E a volte, comunque, mi perdo qualcosa…

Ho capito che l’unica cosa che funziona per tenere tutto sotto controllo non è l’uso della tecnologia, ma è tornare ad essere “un Amanuense”.

Sfida di memoria

Ognuno ha una caratteristica di cui va particolarmente fiero… anche senza una ragione valida.

Per quanto mi riguarda è il fatto di aver utilizzato, nel tempo, molti software e app diverse.

E’ la stessa sensazione che si ha per aver letto molti libri. Da ognuno estrapoli “l’anima” di chi li ha realizzati, il pensiero, le passioni, le esperienze. Dalle idee dell’autore ricavi un tuo pensiero originale.

Questo vale anche per i software!

Devo a tutte le persone che hanno partecipato allo sviluppo di questi applicativi gran parte delle idee che metto nella progettazione dei miei lavori in una continua contaminazione di soluzioni efficaci per risolvere i problemi quotidiani degli utenti e rendere le app sempre più semplici e intuitive.

Inoltre, riesco a percepire lo spirito collettivo di chi li ha progettati, realizzati, ha esultato quando hanno avuto un seguito e ha pianto quando sono stati abbandonati per qualcosa di diverso o più innovativo. Quante vite sono state toccate da questi pezzi di codice!

Voglio provare a sfidare la mia memoria e fare un elenco dei software e delle app Web dal 1997 ad oggi senza mettere la versione ovviamente (e solo quelli che ho effettivamente usato per dei progetti realizzati, non quelli che ho visto per sfizio. Aggiornerò l’elenco ogni volta che me ne verrà in mente uno…):

  1. Microsoft Paint
  2. Microsoft Word
  3. Autodesk Autocad
  4. Corel PaintShop Pro
  5. Corel DRAW
  6. Adobe Photoshop
  7. Microsof FrontPage
  8. Macromedia Dreamweaver
  9. Macromedia Fireworks
  10. ToonWorks
  11. Macromedia Flash
  12. XnView
  13. Adobe Illustrator
  14. Adobe InDesign
  15. Macromedia Freehand
  16. Microsoft Excel
  17. Microsoft Power Point
  18. Microsoft Visio
  19. Microsoft Expression Design
  20. Microsoft Expression Blend / Silverlight
  21. Microsoft Expression Encoder
  22. Microsoft Expression Web
  23. Adobe Animate
  24. Microsoft Visual Studio
  25. Atom.io
  26. Nanocad
  27. Audacity
  28. OpenShot Video Editor
  29. Autodesk SketchBook
  30. Camtasia
  31. FileZilla
  32. Google Web Designer
  33. Microsoft OneNote
  34. Trello
  35. Microsoft Power Point
  36. Inkscape
  37. Microsoft Sway
  38. Microsoft Forms
  39. Google Forms
  40. Mailchimp
  41. WordPress
  42. Serif Affinity Designer
  43. Serif Affinity Photo
  44. Zeroheight
  45. InVision
  46. Figma

Senza contare:
– i client o le app di posta: outlook, gmail
– i sistemi di videochiamata e chat: IRC, Microsoft Messenger, Microsoft Skype, Zoom, Microsoft Teams
– i browser: Internet Explorer, Netscape, Firefox, Opera, Safari, Chrome, Microsoft Edge, Station
– gli strumenti di storage: Microsoft OneDrive, DropBox, Google Drive
– le app social e di condivisione che a volte sono veri e propri applicativi pieni di funzioni e pensate in modo estremamente differente dalle app convenzionali: Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Vimeo e Spreaker
– e ovviamente tutte le versioni dei sistemi operativi sia Windows che iOs

[la sfida è estremamente difficile oggigiorno. Una volta eravamo abituati a comprare la licenza e a tenere la scatola in bella mostra sullo scaffale del nostro ufficio anche per anni, oggi la maggior parte delle app sono gratuite o a pagamento mensile…le usi per quel tanto che ti servono e poi te ne dimentichi….peccato!]

Il trionfo dell’entropia

Metti che qualcuno si inventa una cosa sfiziosa, che fa piacere vedere o ascoltare…qualsiasi cosa sia. Senza delle pretese di eccezionalità. Una cosa semplice, ma carina.

Metti che è così fatta bene e apprezzabile che sei disposto ad attendere che quel tale te ne proponga una simile senza alcun impegno…quando ha qualcosa di buono da proporre, ecco.

A quel punto si scatena la ressa “degli sciacalli”…milioni di persone che fiutano l’opportunità di fare BUSINESS, SOLDI, AFFARI, VISIBILITA’, SUCCESSO, APPROVAZIONE, LIKE e fanno la stessa cosa però peggio. Mille, duemila, tremila volte di più, con più frequenza…sempre di più e con sempre meno qualità. Poi arrivano “i simpaticoni”, quelli che vogliono essere come “gli sciacalli”, ma un po’ di più perché si sentono più furbi, più simpatici, più sbruffoni…PIU’. E allora la stessa cosa che era piacevole e che è stata ripetuta all’infinito e che ora trovi quasi fastidiosa….diventa anche falsa.

Devi proteggerti e crearti un giudizio personale per capire ciò che è vero da ciò che non lo è.

Devi documentarti e istruirti e ti costa sforzo e tempo….e invece te quella cosa lì te la guardavi proprio per rilassarti e non pensare a nulla!

E a quel punto, ne hai il disgusto e la odi.

Se mi ricopri di sale e cenere divento un diamante! 🙂 😦 := 😮 !!!!

Grazie a tutti quelli che hanno ridotto quei “5 minuti craft ” su Pinterest un elenco di idiozie inguardabili…

Da chi taglia in due una giacca e va in giro con uno straccio sfilacciato facendolo passare come l’ultimo modello armani, a chi ricicla la bottiglia dell’anitra wc per farci una biscottiera, fino a chi mescola coca cola e candeggina e trasforma una banana vera in uno squishy.

Grazie, davvero!

Iconcine….che passione!

Ci sono due modi per pagare eccessivamente un designer e non sfruttarlo appieno.

Oggi parlo del primo modo, il più diffuso: l’UX/UI designer assunto per disegnare icone.

Quando quest’ultimo si ritrova in un ambiente di lavoro dove tutto è estremamente tecnicizzato tanto da non lasciare più spazio nè all’iniziativa personale nè tantomeno all’immaginazione strutturata allo scopo di trovare delle soluzioni originali, finirà col fare la cosa più stupida che venga richiesta a chiunque sappia tracciare due linee in croce al pc ovvero disegnare icone.

Cos’è un’icona? E’ un simbolo, una rappresentazione sullo schermo di un opzione di un programma.

Era il 1998 e io disegnavo icone. Perché? Perché era la cosa più facile da fare. Le pagine Web dovevano pesare poco, 20KB al massimo…teoricamente la cosa più intelligente da fare era forse quella di studiare un’ esperienza utente solo testuale, ma purtroppo programmatori, clienti e semplici conoscenti mi chiedevano di aggiungere del “colore”, mettere qualche “disegnino” qua e la’ [ah beato colui che realizzò il mitico Adventure per Zx81, un gioco indimenticabile e completamente testuale! Lo puoi provare qui ]. La cosa più intelligente da fare non è sempre la più apprezzata. Altrimenti non manderemmo tutte quelle catene di Sant’Antonio su WhatsApp!

Chi non ricorda le barre gialle e nere roteanti dell’undercostruction? O la @ tridimensionale? O la cassetta postale per le email…no, quelle erano più clip-art…che icone. Ma comunque erano elementi grafici che avrebbero potuto anche non essere disegnati del tutto e nessuno ne avrebbe sentito la mancanza.

Comunque, il flusso di lavoro era su per giù questo. Si pensava a sviluppare un sito web che magari aveva anche delle funzionalità evolute per quei tempi. Il programmatore del caso, dopo aver impostato tecnicamente la cosa secondo il suo esclusivo giudizio, mi chiedeva di “abbellirla”, però non c’era mai spazio per troppi elementi, era già troppo carica di informazioni, troppo pesante in KB e quindi disegnavo icone.

Mi è capitato perfino di disegnare l’icona di un processore 16x16px ! Hai presente un processore?

questo è un processore

Beh disegnalo qui dentro e fai in modo che si capisca che è un processore! Capisci perché mi stanno sulle balle le icone!?!?

questo lo spazio di un’icona 16px x 16px

Era difficile, le facevo pixel per pixel, non vettoriali come ora, in più andavano più abbombate e con le ombre…non flat. Quindi era davvero snervante. A quei tempi erano forti i giapponesi. Facevano delle icone di sushi davvero belle e dettagliate. Io tentavo di imitarli, ma non c’era storia…erano imbattibili! Tant’è che ora l’icona del sushi è diventato il mio simbolo. Lo trovi sul mio sito: silviamarcellini.com

2020….grandi progetti, grandi soluzioni….più o meno stessa “testa”, non ho visto una grande evoluzione in tal senso.

Se potessi avere 10 euro per ogni volta che ho avuto a che fare con progetti “straordinari” sulla carta, ma che alla fine si sono risolti nel posizionare 4 icone in croce qui e la’ anziché progettare una soluzione interessante con un esperienza utente dignitosa ed evitare di far partire il progetto dai requisiti tecnici stabiliti per lo più in base ai componenti acquistati prima di sapere verso quale scopo orientarsi ….sarei non dico milionaria, ma uno scooter ce lo compravo di certo!

Senza parlare dei commenti beceri di chi non immagina neanche quanto sia importante il lavoro di un UX designer nello strutturare un progetto dall’inizio prima che sia troppo complicato intervenire in maniera significativa su un prodotto ed essere costretti ad utilizzarlo in maniera “sbilenca” per tutto il resto della sua esistenza.

Ecco questo è il modo più cretino di pagare un designer e di utilizzarlo all’1% delle sue capacità.

 ..anche perché adesso c’è FontAwesome…

Fanta-design

Un bravo designer deve dire delle assurdità. Lo DEVE fare. Lo fa per il bene dell’Umanità. E io sono un asso in questo. Mi faccio prendere in giro da tutti a scopo sociale.

Ti spiego perché.

Conosci il Brainstorming, giusto? E’ il metodo utilizzato in quelle riunioni in cui le persone dovrebbero tirare fuori tutto quello che sanno su un argomento per riuscire ad organizzare più informazioni possibili per poi poter estrapolare quel QUID, quella “killer idea” che risolve un problema.

Brainstorming = Tempesta di cervelli

Qualsiasi buon manuale sul brainstorming [ci sarà sicuramente un manuale su come fare un brainstorming come l’Universo decreta…figurati….cerco… Amazon …] consiglia di non limitarsi e di tirare fuori qualsiasi idea anche la più assurda che ti può venire in mente.

Ecco io so fare quello! Ed è una cosa che in pochissimi sanno fare al mondo.

Io sono la Specialista della Cazzata detta in riunione davanti a gente che mi guarda esterefatta.

Perché sono così eccezionale?

Beh, perché per prima cosa a nessuno piace dire una cavolata in pubblico sapendola tale proponendola come un’idea fattibile. Nessuno al mondo vuole passare per stupido. Ed è questo il grande ostacolo che limita un sacco di persone dall’eccellere in questo campo.

Attenzione, non ho detto, di saper dire una cavolata in pubblico, quelle le dicono tutti, non c’è merito. Ho detto di saper dire una cavolata in pubblico essendo consapevole di dire una cavolata e sottoponendola come un’idea fattibile. E’ una cosa ben diversa!

E’ proprio quando senti, con un nodo allo stomaco, quella vocina che ti dice “noooo, questo non lo dire, per carità, che ti metti contro una sassaiola di critiche, tanto lo sai che manca un pezzo, non si può fare…”

E io lì…decisa…respiro e butto fuori, propongo, progetto, ppt, email….proposte risibili.

Io questo lo chiamo FANTA-DESIGN.

A che serve?

E’ la cosa più straordinaria che può fare un designer!

Perché questo progetto di FANTA-DESIGN, dopo che è stato ridicolizzato (e te con lui), dopo che ha scatenato l’ilarità generale, dopo che il tuo buon nome è finito sotto i piedi…beh questo piccolo e insulso progetto di Fanta-design, fa quello che mille progetti seri e validi non riescono a fare!

Fa fare un salto quantico alle sinapsi delle persone coinvolte in riunione.

Qualcuno dopo le risate, si ferma…pensa…e se ne esce con una frase tipo “…Però…se noi facessimo così….cambiando questo pezzo….forse….”

Ed è a quel punto che nasce l’Idea risolutiva.

[p.s. Un designer che parla solo a proposito ad una riunione di programmatori per non farsi dare dell’incompetente….ad esempio…non è un buon designer]

Chi non è esperto di tecnologia?!?!

A chi non è mai capitato di assistere a quelle discussioni “da bar” dove due colleghi si sfidano a colpi di numeri e prestazioni? Oppure, di incontrare alla cena di Natale il parente che non si frequenta da anni e che ti inchioda con una filippica sulle specifiche del tuo computer paragonate al suo? O di essere steso dal ragazzino fresco di liceo con un soliloquio su tutte le caratteristiche tecniche della sua macchina fotografica?

Per favore piantatela… faccio solo il designer dal 1997, ma non ne so niente, davvero.

Chiedetemi quanta RAM ha il mio computer? Boh. Non so confrontare i processori, le schede video, le prestazioni…e non me ne importa assolutamente niente.

Quando assisto a queste discussioni inconcludenti dove si alternano pareri su due strumenti in croce senza averne visti altri, o si decantano prestazioni migliori Mac o PC o si giura sul fuoco che il proprio programma di videochiamata è il migliore sulla faccia della Terra, io semplicemente mi defilo…

Ci sono troppi pareri a questo mondo, non voglio aggiungere anche il mio al rumore di fondo e non ho bisogno di convincere nessuno. Chissà perchè invece c’è un sacco di gente che meno ne sa e più ci tiene a convincere tutti….Sarà insicurezza?

Tempi dissociati

Disturbo dissociativo dell’identità – personalità multipla – tante personalità diverse, tutte tranquillamente sviluppate, che si alternano l’una con l’altra.

https://www.lostudiodellopsicologo.it/disturbi/disturbo-personalita-multipla/

Mi sento un anello di una catena che lega due mondi.

Da una parte, leggo, mi informo, studio aspetti dell’organizzazione del lavoro, dell’usabilità, tecniche di design dell’usabilità, mappe, strutture, concetti astratti… C’è tutto un mondo lì fuori, fatto di professionisti che teorizzano, progettano e che si stanno occupando di disegnare il nostro futuro più prossimo.

Sono giovani, sono agili, rampanti, intelligenti, ambiziosi. Danno tutto per scontato: che tutti conoscano il metodo Agile/Scrum, il Design Thinking, A/B Test e il Prototyping, non solo l’UX, ma anche la CX, i modelli mentali, l’interusabilità tra le app…

Sono gli stessi che mettono annunci di lavoro che ricercano: Cloud Economist, Interactive Marketing Manager, E-commerce UX e CMS Support, Digital Go-to-Market Manager, Manager Brand and Communication Marketing Icebreaker, CRO Analyst/ UX designer… e non so che altro tanto che spesso penso che si siano divertiti a utilizzare questo sito per inventare profili professionali ed evitare di trovare candidati validi:

https://www.makebullshit.com/job-title-generator.php

Perché il problema è che questa è una sola faccia della medaglia….uno dei due mondi a cui io sto attaccata come il manubrio di un peso che lega due sfere identiche, ma opposte.

E l’altra sfera è fatta di persone che non conoscono la differenza tra un telefono Android e un iPhone, che usano Facetime solo perché se lo ritrovano pre-installato sul telefono e dicono che è “il meglio che c’è”, che si perdono le password dell’ Apple Store e quando gliele chiedi ti danno la password del proprio conto bancario, che ti chiedono assistenza per effettuare un ordine su Amazon perché hanno paura che non sia un sito sicuro, che girano qualsiasi minkiata su WhatsApp e credono a tutte le catene di Sant’Antonio possibili, che pensano che te i siti web li fai come Tom Cruise in Minority Report:

E in questi tempi dissociati, fatico a tenermi in bilico tra i due mondi e ogni volta che il mio sguardo si posa maggiormente da una parte, ho il capogiro e non so più a quale dei due appartengo.

Duri insegnamenti

Questi tempi non proprio sereni a me stanno insegnando molto.

Ad esempio ho imparato:

  1. che qualsiasi timore posso avere nella vita, può essere spazzato via da un evento improvviso non prevedibile. Quindi inutile preoccuparsi.
  2. che anche qualsiasi progetto ottimista può essere spazzato via da un evento improvviso non prevedibile. Quindi è inutile fantasticare, bisogna solo dedicarsi a “fare”.
  3. che quello che non sono riusciti a fare anni di propaganda, di sit-in, le manifestazioni, gli appelli e le imprecazioni di Greta Thumberg, è riuscito a farlo in qualche mese un microscopico elemento invisibile e contagioso.
  4. che l’economia può fermarsi…poi non posso immaginare gli effetti…però si ferma, inevitabilmente come qualsiasi meccanismo inventato dall’uomo.
  5. che tante altre cose che si diceva “non potevano”, invece “hanno potuto”, eccome!
  6. che facevo un sacco di cose durante il giorno che potevo anche non fare
  7. che l’empatia è un bene raro e te ne accorgi quando trovi il supermercato pieno di gente che compra una scatola di pomodori per far vedere che è uscita proprio per quello…mentre infermieri, corrieri, e assistenti sociali rischiano la vita come al fronte…
  8. che sotto stress le persone danno il peggio di sè…soprattutto i capi politici, soprattutto quelli che si sentono “INVINCIBILI SUPERUOMINI”
  9. che la Comunità Europea non esiste.
  10. che mai come oggi la frase “si nasce soli e si muore soli” è drammaticamente vera…
  11. che la tecnologia tanto demonizzata ora ci è tornata utile…tanto vale svilupparla umanamente come avremmo dovuto fare già da anni…
  12. che bisognerebbe cominciare a investire nello studio dei sistemi di ibernazione umana…oltre che nello studio di un vaccino universale per il raffreddore [sì lo so che non si può, rileggi dal punto 5].

Design per evidenziare

Uno degli errori più frequenti di chi deve comunicare qualcosa e non ha esperienza di grafica è quello di farlo in maniera monocorde, omogenea, senza evidenziare quello che è necessario.

Un testo, un post, una comunicazione formale, perfino una lettera di presentazione oppure anche un messaggio informale su WhatsApp….tutto può essere comunicato meglio e soprattutto facendo sì che le persone capiscano al volo quanto è necessario.

Ci sono delle accortezze che vanno tenute in considerazione, come ad esempio evidenziare la negazione NON altrimenti, nella lettura veloce di un testo, viene semplicemente omessa .

Si prega la gentile clientela di non fumare all’esterno della veranda dell’albergo.

Probabilmente i fumatori tralasceranno il “non” e, considerando plausibile il fumare nella veranda esterna, faranno esattamente il contrario.

Meglio sarebbe scrivere, magari usando anche il maiuscolo:

Si prega la gentile clientela di NON fumare all’esterno della veranda dell’albergo.

Oppure mettendo in grassetto alcune parole che se lette, tralasciando il resto, possano dare un’idea sommaria di quanto c’è scritto in tutto testo, come ho fatto in questo articolo.

E queste sono le basi, che dovrebbero essere ormai note, considerando che attualmente il grado di attenzione di chiunque è pari allo zero, le persone leggono i libri mentre chattano sui social e vedono una serie tv e che i quotidiani hanno un tempo medio di lettura di 15 minuti.

Come si dice dalle mie parti … non è che sono contenta di questa situazione, ma “O te magni ‘sta minestra o zompi dalla finestra”…per cui facciamo di necessità virtù e anche nelle email di istruzioni ai nostri colleghi, clienti, amici, conoscenti, impieghiamo quei due secondi di più per evidenziare i concetti essenziali, evitando di fargli leggere l’equivalente dell’elenco delle spese del cardinale de I Miserabili …come spesso accade, purtroppo.

Ma volevo aggiungere anche un altro esempio che mi è capitato spesso di consigliare a chi aveva la necessità di fare comunicazione usando la grafica.

Immagini e testo in un post grafico NON devono avere lo stesso peso.

Se l’immagine è auto-esplicativa ed è chiaramente il centro dell’attenzione del messaggio, il testo può essere omesso del tutto o avere un posto non rilevante.

Probabilmente è abbastanza intuitivo che siano bagni anche senza scriverlo.

Se, invece, vogliamo far notare un messaggio nel testo associandoci un’immagine, bisogna dare enfasi alla parte che vogliamo evidenziare nel testo, altrimenti l’immagine “cannibalizzerà” tutta l’attenzione senza spiegare concretamente cosa ci interessa comunicare.

E poi, se la vostra comunicazione è informale, non esitate a mettere degli schizzi, degli schemi di esempio nel vostro testo. Proprio come ho fatto io. Non devono essere belli, devo esprimere concetti evidenziando ciò che interessa.